Arriva la Primavera…ed arriva il vino una questione di sensi

Anche gli alberi a primavera scrivono poesie. E gli stupidi pensano che siano dei fiori. (Donato Di Poce)

 

Il ritorno della primavera ci proietta e immerge nelle nuove annate di vini. Se qualche anno addietro si discettava se il vino fosse un alimento o un piacere oggi siamo oltre. Il vino, o meglio i vini, sono piacere di un momento o di un evento. Nella cultura italiana il vino è legato a momenti di felicità condivisa o intimistica accompagnando un buon libro o un buon Toscano, il bicchiere in mano strumento per socializzare. Il vino arcaica tradizione mediterranea prima ed europea adesso ma con minacce che incombono nell’era della globalizzazione. Sono ormai stabilmente presenti vini statunitensi e cileni, australiani e israeliani quasi a rendere esotico il nostro piacere ma con i primi vini cinesi una considerazione si rende obbligatoria. Siamo pronti con le nostre produzioni ad emozionare il mondo? Ecco parlare di emozioni è il grande tema per distinguere i prodotti vinicoli di eccellenza italiani da altri. Copiare, si copiare, dai nostri cugini francesi che non hanno legato il piacere e l’emozione solo al vino ma anche, e soprattutto al territorio. Champagne e Bordeaux  nel percepito universale sono sinonimo di qualità e piacere dell’attesa di portare alle labbra il sinuoso nettare. In Italia siamo ancora in ritardo e la nostra rincorsa alle bollicine francesi con il Prosecco rischia di annebbiare la vista dei tanti produttori che ancora oggi pensano di fare un vino come un qualsiasi alimento pensando che essere rispondenti ad un disciplinare DOC sia sufficiente. E’ giunto il momento di fare scelte, e giunto il momento per il vino italiano di fare Marketing attingendo alle neuro scienze per ottenere strumenti di verifica della bontà delle proprie azioni che siano attendibili ed affidabili. Una nuova generazione di consumatori si sta affacciando nel mondo, la generazione che con un click gira il modo e cerca, trovandoli, prodotti ed esperienze e sensazioni che lo coinvolgano completamente. Il vino è cultura e come tale dobbiamo cambiare il nostro approccio. E basta poco, basta solo che ciascuno di noi sappia utilizzare i propri sensi per indirizzare nuove forme di acquisto. In questi giorno ho sperimentato in prima persona come possa essere utile e facile indirizzare a nuove forme di consapevolezza dei propri sensi nelle esperienze di acquisto e l’ho fatto in una scuola professionale nel padovano, con un gruppo di adolescenti che sono misurati con il rigore scientifico dell’Analisi Sensoriale dando delle risposte alle sollecitazioni interessanti ed emozionanti. E se un giovane studente oggi è stato pronto ed abile a capire i meccanismi delle percezioni domani potrà essere uno Chef ancora più preparato, un pasticcere più apprezzato o un barman ricercato. E per una volta ringrazio io dell’esperienza vissuta con Serena, Iuri, Recel, Martina, Aurora, Angelica e Benedetta. Siete il futuro, quel futuro che tante volte noi adulti facciamo fatica a scorgere. Siete la bellezza e citando Fedor Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”.

Pietro Aloisio